Perché non fanno come noi?

L’altroieri abbiamo accolto con senso patriottico le misure adottate dal governo italiano, che in nome dell’emergenza sanitaria ha privato gli italiani delle libertà personali. Ieri è stato il turno di Macron: al momento, l’unico provvedimento hard sono le scuole chiuse, ma soltanto da lunedì, dopo le elezioni amministrative.Dopo le parole-shock del premier britannico Boris Johnson (“Molte famiglie perderanno i loro cari”) e la laconica constatazione della cancelliera tedesca Angela Merkel (“Il 60-70% della popolazione potrebbe essere contagiata”) ho cercato di capire perché gli altri Paesi europei non ci hanno seguito, salvo – forse – la Spagna.

Foto di Christine Seymour/Unsplash

1) Il primo criterio, a mio avviso, è di ordine etico. In Italia abbiamo deciso di dare la priorità alla vita umana, sacrificando l’economia. Nel congratularci con il nostro governo per la lodevole decisione, dobbiamo essere consapevoli che se i 15 gg saranno prolungati di altri quindici, tutte le libere professioni (bar, ristoranti, taxi, parrucchieri ecc) che vivono dell’incasso di giornata non avranno più i soldi per mangiare. E forse scenderanno in piazza. Il governo e noi stessi cittadini siamo pronti ad affrontare tumulti e saccheggi di bancomat e negozi alimentari?

2) Il secondo criterio è più terra terra e riguarda l’effettiva possibilità di ogni Stato di far fare al virus il suo corso senza misure preventive né restrittive: ciò dipende dai POSTI DI TERAPIA INTENSIVA DISPONIBILI: ECCO I DATI.Li ho raccolti questo pomeriggio con l’aiuto di un’amica magistrato della Corte dei Conti che gestisce con alcuni colleghi il sito dirittoeconti.it, mentre leggendo quest’altro link (https://medium.com/…/coronavirus-perch%C3%A9-agire-ora…) possiamo capire cosa ci si può aspettare con o senza misure restrittive.

a) GERMANIA: Merkel si è potuta concedere il lusso di dire senza problemi che il 70% della popolazione tedesca si ammalerà perché in Germania ci sono 28.000 posti di terapia intensiva disponibili. Non c’è bisogno, dunque, di fermare l’economia sequestrando tutti a casa: i contagiati (oggi sono 3.300), al momento della crisi respiratoria, saranno ricoverati in ospedale e ogni struttura saprà accoglierli. Nessuno stop all’economia, nessuna restrizione delle libertà personali.

b) FRANCIA: Parigi dispone attualmente di ancor meno posti disponibili di terapia intensiva rispetto a noi: 4.500. Macron, dunque, sta giocando alla roulette, esponendo i suoi chers concitoyens al rischio di un’esplosione dei contagi che però, attualmente, è di gran lunga inferiore rispetto a quella italiana. Ad oggi in Francia, i contagiati sono 3.660, i morti di Covid sono 79, contro i 1266 in Italia. Vediamo cosa succederà lunedì dopo le elezioni e come cambieranno i dati dopo il voto (negli ultimi tre giorni non sono stati aggiornati – chissà perché – come è possibile constatare nel sito https://www.worldometers.info/coronavirus)

c) SPAGNA: Sabato 14 marzo il governo di Madrid adotterà lo “stato di allerta” e misure simili a quelle prese dal governo Italiano. Il Paese dispone di circa 3500 posti disponibili per la terapia intensiva, assolutamente insufficienti a fronte dell’esplosione dei contagi nella penisola iberica negli ultimi giorni: oggi si contano 133 morti e 5200 contagiati. Numeri destinati ad aumentare nelle prossime ore. Le misure che saranno adottate domani dal consiglio dei ministri in seduta straordinaria sono state però vagliate dai maggiori quotidiani spagnoli che, giustamente, si pongono il problema delle libertà personali: è lecito? Sì, dice il Paìs, lo prevede la Costituzione (https://elpais.com/…/que-es-y-que-permite-el-estado-de…). Ma oltre i 15 gg di restrizioni, sarà necessario il via libera del Congresso per prorogare ulteriormente queste misure. Loro, almeno, si pongono il problema. Noi, no.

d) REGNO UNITO: Gli inglesi hanno intrapreso la stessa strada dei cugini tedeschi, comunicandola con disarmante trasparenza: “Preparatevi a perdere i vostri cari” – ha detto Johnson alla nazione…della serie ‘così è se vi pare e anche se non vi pare’ – aggiungendo che il Regno Unito non farà nulla per fermare il contagio perché soltanto non fermando la propagazione del contagio potrà essere sviluppata l’immunità di gregge (possibile soltanto attraverso un contagio in cui comanda la selezione naturale, o tramite vaccino, che ancora non c’è. In questo articolo troverete la spiegazione “filosofica” del protocollo inglese e vi consiglio di leggerlo perché è utile capire chi va in senso opposto al nostro http://europa.today.it/…/coronavirus-contagio-immunita…). Tutto ciò avrà un costo in termini di vite umane, e gli inglesi sono disposti a metterlo in conto. Se il contagio sarà esponenziale come è stato in Italia, rischieranno molto perché le terapie intensive nel Regno Unito sono poche. E’ difficile quantificarle perché i dati non sono armonizzati e, per di più, sono ripartiti tra Gran Bretagna, Galles, Scozia e Irlanda, ma a occhio e croce non dovrebbero essere superiori a quelli italiani, a fronte però di circa 800 contagi ad oggi.

e) STATI UNITI: Anche gli Usa corrono ai ripari, ma in maniera blanda: nessuna restrizione (ad eccezione della soppressione dei voli verso l’Europa tranne Uk), sebbene il presidente Trump oggi abbia dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Negli Usa i tamponi costavano 3.300 dollari, Trump due giorni fa li ha messi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. I casi confermati di Coronavirus sono 1701, i morti 41. La popolazione è di 329 milioni di abitanti, facciamoci due conti…

f) ITALIA: non voglio ripetere dati che tutti conosciamo, ma è giusto riportare quelli di oggi alle 18: i positivi sono 14.955, i morti 1.266. Le terapie intensive sono circa 5.500, attenzione: soltanto 1.000 al Sud (mi dicono soltanto 3 a Palermo, per dire…), le restanti 4.000 al Nord. Ecco perché tutti temono l’esplosione dei contagi al meridione. Mi è stato spiegato da più medici che una terapia intensiva si può creare anche su un letto normale, a patto però che arrivino i ventilatori. Non basta infatti la sola bocchetta dell’ossigeno (o meglio: è possibile prendere in farmacia un bombolone di 3000 litri ma una volta aperto si consuma inesorabilmente e non è adatto per l’uso cronico) ma servono anche i ventilatori per pompare l’aria dentro l’organismo, e questi scarseggiano. Detto questo, onore ai nostri medici che si danno da fare tantissimo…

Ricapitolando: per tanti giorni ci siamo chiesti per quale motivo i Paesi occidentali non abbiano adottato le stesse misure prese dal governo italiano (a parte le chiusure delle scuole), li abbiamo accusati di essere incoscienti, criminali (sotto sotto abbiamo perfino auspicato che prima o poi si trovino nelle nostre stesse condizioni…confessiamolo!) e abbiamo addirittura sperato di diventare virtuosi agli occhi di chi ci considera sempre in difetto: ci illudiamo. La risposta sta nei dati che ho citato sopra: hanno meno casi e più terapie intensive (Germania), oppure hanno meno casi e contano di diluire nel tempo i contagi (Francia), oppure hanno meno casi e mettono nel conto i danni collaterali, esponendo la popolazione al rischio contagio per sviluppare attraverso il suo sacrificio l’immunità di gregge (Regno Unito), oppure hanno pochi casi tout court (Stati Uniti), oppure, infine, seguono l’esempio italiano ma già pongono il problema della restrizione delle libertà personali e certamente non consentiranno altri 15 gg di restrizioni perché la loro Costituzione non lo prevede (Spagna).L’ultima domanda e l’ultima risposta è questa: perché il nostro Paese è stato contagiato più degli altri? Risposta: perché il virus colpisce di più la fascia di età anziana e noi siamo, più delle altre nazioni, un Paese di vecchi, dunque siamo percentualmente più colpiti.

P.S. Per giorni mi sono chiesta se le morti potessero essere classificate, negli altri Paesi, in maniera diversa dalla nostra, per abbassare le statistiche relative ai decessi per Coronavirus trasformandoli in decesso “con Coronavirus”: mi è stato spiegato che i protocolli di classificazione sono ovunque gli stessi. La causa di decesso è legata all’ultima patologia, per cui se entri in ospedale per Coronavirus – sia pure con altre patologie in corso – e ci muori, sei registrato come “morto per Coronavirus”. Non è possibile imbrogliare insomma

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