#settimana1 di quarantena: tempo di porsi domande
Buongiorno a tutti, oggi è lunedì! Ed è da lunedì scorso che siamo sottoposti alle nuove misure restrittive adottate dal governo. Dopo questi sette giorni passati a contare i morti e a studiare i bollettini medici di Borrelli, è tempo di cominciare a spegnere la paura e riaccendere il cervello per porci alcune domande.
1) Come mai è stata colpita principalmente la regione più produttiva d’Italia se non d’Europa, la Lombardia?
2) Come mai sono giorni, anzi settimane, che i maggiori media paventano l’esplosione dei casi al Centro-Sud, e invece (per fortuna!
), non c’è nessun boom di contagi? Da notare: i deceduti nel Lazio l’8 marzo erano 3, il 15 marzo sono 16. In Lombardia, l’8 marzo erano 267, il 15 marzo sono stati 1218! A Bergamo non ci sono più posti in obitorio e le salme sono accolte nelle chiese, a Roma – che è un porto di mare, una città dove nessuno rispetta i divieti – la situazione sembra ancora sotto controllo (e faccio i dovuti scongiuri, terque quaterque), lo Spallanzani finora ha dimesso 322 pazienti.
3) Perché il consulente per la comunicazione dei Cinquestelle Claudio Messora sta diffondendo in rete una tesi secondo la quale il virus sarebbe stato simulato a tavolino, in ottobre, dalla John Hopkins University finanziata da Bill Gates, e portato sempre a ottobre dagli americani a Whuan approfittando dei Giochi Militari Olimpici nella medesima città?
4) Qualcuno sa cos’è la “Via della Seta”, cosa comporta e cosa ne pensano i nostri “amici” europei e Usa?
5) Per quale motivo una signora che non passa per sprovveduta, a capo dell’FMI per due mandati e ora Presidente della BCE, si lascia sfuggire una battuta che fa crollare la Borsa di Milano del 17%?
6) Last but not least, perché Beppe Grillo sta zitto?
Queste sono le mie domande. Proviamo a trovare insieme le risposte? Ricordatevi che 3 indizi fanno una prova. E sull’ultima domanda, dedicherò un approfondimento a breve.
