Stato etico

Da divoratrice di libri e scribacchina indefessa, l’apertura delle librerie da martedì 14 aprile, in anticipo rispetto a tanti altri esercizi commerciali, avrebbe dovuto riempirmi di gioia. E invece l’ho trovata un’agghiacciante (perché imposta in condizioni di emergenza) misura di “rieducazione sociale” pelosa, tipica di alcune ideologie anti-individualiste che campano di retorica asfittica e convenzionale “perché la cultura è il cibo dell’anima” (salvo poi punire i corpi, specialmente quelli dei bambini tumulati in casa) e oscene simbologie paraculturali, oltretutto ridicole nel Paese europeo in cui si legge di meno.

Tra le nuove misure dell’esecutivo ne sta per arrivare un’altra ancora più inquietante. Il sottosegretario Lorenza Bonaccorsi ha annunciato che stanno cercando di farci “andare al mare” quest’estate ma “sono allo studio misure per consentire lo sviluppo di un turismo di prossimità che favorisca i borghi rispetto alle aree più affollate”. Quindi se per caso siete troppo nazionalpopolari e preferite Ostia o Ponza rispetto a Civita di Bagno Regio, o Laigueglia o Portofino rispetto all’Orrido di Bellano, lo Stato arriverà in soccorso agevolando il vostro approdo verso mete più “sane”, che finalmente soppianteranno le spiagge da supercafone, ricco o povero che sia, che piacciono tanto all’italiano medio. Ci aspetta questo, amici miei: uno Stato che con l’alibi dell’emergenza sanitaria sine die intende controllare i nostri spostamenti, indirizzare il nostro shopping dalla fatuità dell’abbigliamento alla sacralità delle librerie, modificare i nostri gusti per confinarci nei nostri bei, silenziosi borghi italiani anziché farci crogiolare al sole sulle belle spiagge italiane. Memento.

Lascia un commento