Funerali vietati

L’Italia, culla della religione cattolica, paese cattolico per eccellenza, quello dove c’è il Papa, dove c’è il Vaticano, è l’unico tra i grandi Paesi in cui, in regime di lockdown, non sono permessi i funerali. Sì, con limitazioni, in Francia. Sì, con le stesse limitazioni, in Germania, in Spagna, nel Regno Unito. Sì nella patria dell’eugenetica, la Svezia. Sì in Olanda. Sì nel paese in cui si pratica l’eutanasia, la Svizzera. Ma in Italia, no. Neanche con 5 persone. Neanche con 2 persone. In Italia non si possono onorare i morti. Il funerale si riduce in pratica al solo trasporto funebre. Eppure è il secondo Paese al mondo che ad ora conta più decessi. Ai parenti non viene concesso il rito per eccellenza che, in qualunque religione, accompagna chi resta nel percorso dell’elaborazione del lutto, lasciando decine di migliaia di persone nell’esperienza traumatica di veder scomparire “nel nulla” i propri cari. A chi rimane non è concesso neanche il conforto di vedere il proprio caro avvolto in un lenzuolo bianco, un sudario (perché questo è il trattamento riservato ai morti di Coronavirus). Basterebbe soltanto questo dato crudele per spiegare come è cambiato il nostro mondo e come è cambiata la nostra Italia, che è diventata una terra di scappati di casa e di senza credo.

#comesiamoridotti

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