Due cose, tra le tante, sono particolarmente assurde del “Decreto (soi-disant) rilancio”: il bonus vacanza e il bonus bici-monopattini. Il bonus vacanza perché – in un momento in cui c’è da rimboccarci le maniche e il Paese sta colando a picco – cosa vuol dire parlare di vacanze? Che messaggio si dà? Conte lo sa che le famiglie con Isee sotto ai 40.000 euro (quelle che hanno diritto al bonus) alle vacanze non ci pensano perché devono mettere insieme il pranzo con la cena? In secondo luogo, è questo l’incentivo che si dà al turismo italiano che costituisce direttamente il 13% del Pil? Non ci si rende conto che si devono aiutare gli imprenditori del turismo e non, in forma assistenziale (=elemosina), i fruitori?
Secondo bonus ridicolo: bici e monopattini. Beh, quando andremo a votare ricordiamoci che questo governo ha dato 100 milioni di euro all’industria dell’auto – 20% del Pil italiano – e 120 milioni a bici e monopattini. Non so se ci rendiamo conto. Del resto, se pensiamo che il governo ha destinato 25 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali (cig e bonus), cosa si capisce? Si capisce che 25 miliardi al mese – spesi oltretutto in mancette e non in interventi strutturali – non sono sostenibili. E si capisce che se c’era un momento in cui potevamo spendere senza che nessuno ci dicesse nulla era questo, e i soldi li abbiamo buttati al cesso.
