Ci è voluto il silenzioso lavoro di trincea di Stefano Bonaccini, presidente Pd della regione Emilia Romagna pressato dalla voce potente degli operatori turistici della riviera romagnola, per convincere Giuseppe Conte a cambiare idea sulle regole di distanziamento che tanto avrebbero inciso, se mantenute tali (si parlava di 4 metri al ristorante e 5-10 mt in spiaggia, si è arrivati a 1 mt), sul turismo italiano, comparto cruciale del nostro Paese.
Quando glielo avevano detto Toti (governatore Liguria fidato di Berlusconi), Musumeci (presidente di centrodestra della Regione Sicilia) o Jole Santelli, presidente di centrodestra della regione Calabria, non c’era stato verso di fargli cambiare idea. Anzi, in Parlamento Conte aveva anche minacciato di impugnare i provvedimenti adottati in Calabria. E’ difficile credere che le decisioni siano prese in nome e a tutela della salute dei cittadini: dietro l’ennesimo decreto sembrano esserci soltanto ideologia e convenienza politica, corrette fuori tempo limite.
