
Ok, non ne possiamo più di parlare di Coronavirus. Sono d’accordo. Però questo breve articolo comparso sul settimanale francese L’Express dice una cosa importante: che tre dei quattro autori, che il 22 maggio su Lancet avevano stroncato l’idrossiclorochina come cura contro il Covid, hanno ritrattato (mentre qui in Italia stiamo ancora aspettando notizie sull’uso del plasma…).
La storia è questa: il 25 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in seguito all’articolo anti-idrossiclorochina uscito su Lancet, ne ha sospeso gli studi. Il 29 maggio, 120 ricercatori da tutto il mondo (incluse le Università di Harvard e Oxford) hanno scritto una lettera all’editore di The Lancet, mettendo in dubbio la validità della pubblicazione. Il 2 giugno, la rivista ha pubblicato una “expression of concern”, garantendo un immediato controllo indipendente sulla provenienza e sulla validità dei dati.
Dopo la nota, lo studio anti-clorochina è stato ritirato e tre dei quattro autori dell’articolo hanno ritrattato in toto il loro lavoro. Il 3 giugno, l’OMS ha fatto marcia indietro e ha ripreso gli studi sull’idrossiclorochina.
Per sintetizzare, è evidente che “una certa” comunità scientifica italiana e internazionale – che ha cercato di indirizzare verso un’unica direzione (terroristica & vaccinistica) la gestione del Covid – non detta più legge. È in corso una feroce guerra intestina tra scienziati: qualcuno, per fortuna, ha rialzato la testa e si sta ribellando al Verbo Unico.
Purtroppo, la conseguenza a breve termine di questo conflitto scientifico, che ricade direttamente sulle nostre vite, è che i cittadini sono disorientati e confusi (prudenza sì o no, lockdown è efficace sì o no, il virus è ancora pericoloso sì o no, mascherine sì o no, scuole aperte sì o no, vaccino sì o no… un casino). Dobbiamo insomma attrezzarci di buon senso: al momento siamo soli