Adelante sin juicio

RIAPERTURA SCUOLE? “NON E’ SCONTATA”Sono passati cinque mesi dalla chiusura delle scuole e del Paese, ma siamo al punto di partenza: ci aspetta una riapertura scolastica che potrebbe durare l’espace d’un matin. E la colpa di chi è? Del cittadino irresponsabile e del ragazzo partito all’estero a fare la movida. Questo sostiene Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza: “Tutto dipenderà dal comportamento responsabile delle persone”. “Tutto”… perché governo e ministero non hanno alcuna responsabilità, sia chiaro, come si evince dalla ricostruzione di cosa è successo in questi mesi.

Il 6 marzo scorso arriva notizia, poi smentita dal Ministero dell’Istruzione, che le scuole avrebbero chiuso per 15 giorni. Dopo qualche ora, il Ministero sconfessa se stesso e conferma la chiusura.

L’11 marzo chiude il Paese. La scuola italiana garantisce, grazie all’impegno e alla volontà dei singoli (bambini e ragazzi, genitori, insegnanti), la Didattica a Distanza (DaD). Il 4 maggio le prime riaperture.

L’11 maggio le scuole riaprono in Francia, Germania e Belgio (in alcuni Paesi non hanno mai chiuso e sono stati comunque garantiti servizi di “garderie” per i genitori obbligati a lavorare e per i bambini disabili o disagiati). In Italia, qualche maestra “coraggiosa” viene bacchettata dai sindacati per aver portato i bambini a fare lezione al parco (prima non era possibile: in Italia i parchi sono stati tenuti chiusi durante tutto il lockdown).

Il Ministero brancola nel buio fino a fine giugno, finché la ministra Azzolina a luglio assicura: “Le scuole riapriranno”. Sì, ma come? In presenza? A distanza? Dove? Come? Non è dato sapere. Però riaprono i centri estivi, pullulanti di bambini, mentre all’estero escono sette studi che certificano la bassissima contagiosità e contagiabilità di bambini e ragazzi. In Italia è caos totale, si cercano caserme, proprietà abbandonate dallo Stato per garantire il raddoppiamento delle classi e il distanziamento (ma discoteche e centri estivi sono sempre aperti). Viene lanciato un bando milionario per banchi monoposto.

Il 24 luglio la riapertura viene fissata al 14 settembre. Il bando scade una settimana dopo, il 31 luglio, ma nessuna azienda italiana è in grado di sostenerne la produzione: il bando viene prorogato al 4 agosto. Morale: i banchi arriveranno in ottobre. Le lancette dell’orologio scorrono, il 12 agosto la “bomba”: il Cts annuncia che a scuola “non sarà necessario il distanziamento, bastano le mascherine”. Sospiro di sollievo, ma dura pochi giorni: passato Ferragosto, arrivano le prime minacce: forse la scuola non riapre, dice Ricciardi.

Foto Unsplash/Markus Spiske

Ad agosto inoltrato, il piano scuola prevede che non appena ci sarà un positivo in una classe, la classe andrà in quarantena, insieme con gli insegnanti (che però nella maggiorparte dei casi insegnano anche in altre classi) e con chi, genericamente “ha avuto contatti con lui”. “Un singolo caso in una scuola non ‘dovrebbe’ (sic!) determinarne la chiusura”, dicono, eppure i contatti tra classi diverse e insegnanti a scuola sono fatali. Come uscirne? Non si sa. I presidi insorgono: “No alla responsabilità penale in caso di contagi” (e te credo!), i rettori delle università ottengono uno “sconto” del 10 per cento sul metro di distanziamento previsto. Le discoteche vengono chiuse il 16 agosto: “Così i bambini potranno tornare a scuola”, dicono.

Eccoci, mancano pochi giorni. Ma l’Italia, come a Monopoli, è tornata al punto di partenza. Adelante! Ma sin juicio.

https://www.ilmessaggero.it/scuola/scuola_riapertura_rischio_ricciardi_oggi_cosa_succede_ultime_notizie-5409335.html?fbclid=IwAR1fnlc1xTsFLF_QdJrSY9zci88KUmT2XmqmiBNNXiTP4_XSmSnQSD3dJZk

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