Tampone selvaggio

Cari Medici di Famiglia,

Adesso la palla passa a voi. Purtroppo i media e le istituzioni – sanitarie e non – sono riusciti a creare quel circolo vizioso che avevamo purtroppo previsto già da maggio. Hanno fatto montare la paura nella gente, che adesso corre a farsi il tampone al primo etciù, contendendo questo strumento essenziale di tracciamento a chi ne ha davvero bisogno. Risultato: ore di fila inimmaginabili, lunghe quante quelle per il pane nella Mosca degli anni Cinquanta, e isteria collettiva in tutta la popolazione (io devo partire e oggi sono stata 9 ore al Drive Through per tamponarmi). Adesso tocca a voi, anche se le istituzioni non vi hanno dato ancora, colpevolmente, un minimo di linee guida per trattare a livello domiciliare i primi sintomi della Covid-19- eppure ci sono, e voi le conoscete!

Tocca a voi rassicurare i pazienti e spiegar loro che no, il tampone al figlio cui cola il naso non va fatto, anche se la rinorrea rientra assurdamente tra i sintomi Covid.

Tocca a voi smetterla di fare ricette a tutto spiano che autorizzano il tampone selvaggio.

Tocca a voi – dato che i media stanno facendo esattamente il lavoro opposto – informare i vostri pazienti che secondo il ministero della Salute, il 95 percento dei contagiati sono asintomatici (68 percento) o pauci-sintomatici (e perciò possono restare a casa senza bisogno di cure ospedaliere). Il positivo contagia, certo, ma oggi contagia meno e per meno giorni. Solo il 5 percento degli infetti ha bisogno di andare in ospedale, e di questi solo una piccola porzione – lo 0,5 percento del totale – finisce in terapia intensiva.

Insomma, la gestione equilibrata di questo virus adesso è sulle vostre spalle, cari medici di famiglia. Dunque tenete salda la barra: ne va della vostra salute (mentale) e anche della nostra.

Lascia un commento