
Questa è una delle Pillole che amo di più: l’ha scritta Piero Sestili, ordinario di farmacologia, ed è fatta molto bene perché spiega – con la bella metafora del viaggio in treno da Milano a Roma e di tutte le sue “fermate” – quali possono essere i medicinali più appropriati, tappa dopo tappa, per stroncare sul nascere lo scoppio dell’infiammazione da Covid-19 ed evitare il ricovero – spesso non necessario – in ospedale. Spero che, più ancora dei miei amici, la leggano con attenzione i medici di base: perché solo loro possono prescrivere farmaci (guai a giocare al dottore e alla medicina fai-da-te!) e soprattutto perché è su di loro che adesso ricadono le conseguenze della scellerata psicologia del terrore – abbinata da operatività pari a zero – perseguita in questi mesi dai decisori politici e purtroppo anche da molti virologi. Ricordo infatti che secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 95% di questa valanga di positivi che terrorizzano tutti, a partire dai media, sono asintomatici. E che del restante 5%, soltanto una percentuale ridotta necessita di ospedale e TI. Tutti gli altri, se presi al primo sintomo, possono essere curati a casa dal medico di famiglia, che conosce il paziente e la sua anamnesi più di qualsiasi altro medico di ospedale. Care istituzioni, cosa aspettate a fornire ai MMG protocolli generici ma quantomeno ufficiali? Paura di sbagliare? Paura di assumersi qualche responsabilità? Paura che poi gli ospedali non si riempiano e nessuno possa più gridare a
(foto di Daniel Abadia)