I no-drugs

C’è un nuovo movimento molto attivo in questo periodo. Molto più attivo dei “NO-VAX”, in stand by finchè non arriverà per davvero il vaccino e il loro turno di rompimento di p…e. Oggi è il momento del movimento “NO- DRUGS”.

Non sono medici omeopatici, non sono naturopati, non sono medici olistici, non sono figli dei fiori, non sono vegani, non sono nemmeno aeriani nè appassionati di tisane. Sono illustri clinici, illustri virologi, illustri componenti dei vari Comitati Tecnici, consulenti, membri di Agenzie nazionali e Società Scientifiche.

Perché NO-DRUGS? Perché sono i più feroci nemici dei farmaci. Sono quelli che rispondono con aria sussiegosa – come offesi per la lesa maestà di entrare nel campo che ritengono di loro esclusiva pertinenza – che non ci sono farmaci contro COVID-19 (se mi dite contro Sars-CoV-2 ok, ma contro COVID-19 no, miei cari!), che non ci sono trattamenti da fare in ambito domiciliare perché non ci sono le “evidenze scientifiche”, non ci sono “studi clinici che ne dimostrino l’efficacia”. E grazie al c…o che non ci sono le evidenze! Cari illustri, se gli studi clinici che avete approvato o fatto approvare erano e sono prevalentemente svolti sui pazienti ospedalizzati, già gravati da un quadro severo, è ovvio che circa il 90% dei farmaci che potrebbero essere utilizzati in un setting domiciliare (leggi precoce) non potranno mai dimostrarsi efficaci.

Ad esempio: gli antivirali, come il remdesivir. Posto che di per sé non è un fenomeno, anche il gatto sa che un antivirale va somministrato all’inizio delle infezioni virali, che prima si somministra meglio è, e che se lo somministri quando la malattia sta progredendo indipendentemente dal virus il farmaco non può funzionare. E allora fareste bene a chiedere al gatto. Aggiungo che somministrarlo in ospedale dopo 6/7 giorni di malattia maturata a casa è proprio sbagliato. Aggiungo che non è etico. Aggiungo che chi ha autorizzato quegli studi è un incompetente. Aggiungo che chi si rifà a quegli studi è un cialtrone.

Lasciamo stare il caso della lattoferrina, che non è un farmaco e sulla cui utilità (nei modi in cui è stata presentata) non mi pronuncio ma sono dubbioso, ma anche su altri farmaci sono stati irremovibili e monocratici: parliamo del desametasone (farmaco corticosteroide, ndr). I “NO-DRUGS” de noantri sono quelli che, più dalla TV che dalle riviste scientifiche, erano contrari al desametasone e oggi sono assolutamente contrari ad anticiparlo anche di un sol giorno rispetto al ricovero programmato, quando cioè molti medici di base a intuito e per esperienza lo prescriverebbero…

E fortuna che ci sono arrivati gli inglesi, sennò in Italia ancora eravamo a glorificarci sul Tocilizumab, invariabilmente meno efficace del desametasone ma “più fico” perché è un farmaco biologico. ‘Azz! vuoi mettere un farmaco biologico da centinaia di Euro, somministrato preferenzialmente nei centri di “Eccellenza” contro una m…a che costa pochi euro e trovo sotto casa dal mio farmacista con ricettine del mio medico? Anche il desametasone era nel mirino dei “NO-DRUGS”. Poi, quando non hanno più potuto bloccarlo, sono arrivati in televisione, con quelle faccine da c…o e un sorrisino cauto ma allusivo, quasi si intestassero la scoperta che hanno tenuta nascosta per poi tirarla fuori al momento giusto. “Il desametasone ha dimostrato di ridurre la mortalità del 37% nei casi ecc ecc”.

Questi menagrami, che sembrano provare un piacere sottile nel cassare ogni proposta ragionevole (e cioè quelle che hanno un fondamento farmacodinamico e di sicurezza, quelle irragionevoli invece non le consideriamo), sono gli stessi che oggi, tolto questo e tolto quello, dopo che sei stato una settimana a casa a tachipirina e vigile attesa (perché non smettono mai di ricordarti che non ci sono farmaci di documentata efficacia contro COVID l’ineluttabile!) ti aspettano a braccia aperte in ospedale nei loro reparti, salvo poi lamentarsi in TV che la sanità non regge, che questo non va. Che bisogna chiudere, che i bambini sono degli untori ecc ecc. Sono quelli che quest’anno, se avete la sfiga di beccarvi l’influenza, faranno sì che verrete curati solo a tachipirina e termometro, tante volte non fosse influenza ma COVID! Nel dubbio ti tratto come fosse COVID. Come la dieta del Dr. Birkenmeier che consisteva in “niente cibo, nix manciare, nix bere. Solo acva, tu dimagrisci…”. Intendiamoci, non sto dicendo di fare scorpacciate di farmaci, non dico quali, non dico niente, solo dico che qualcosa, vivaddio, meglio della tachipirina c’è.

E allora. Un invito che faccio volentieri, direi più un consiglio, a tutti questi illustrissimi NO-DRUGS: per un paio di mesi non sottraete tempo alle vostre attività cliniche andando qua e là in TV, radio (e se ci andate provate delle volte a esordire con un “premetto che non ho la verità in tasca…”) ecc ecc. Fate il vostro mestiere e magari frequentate qualche meeting zoom dei vostri colleghi di medicina generale, che possono spiegarvi come si vive male la realtà quotidiana se un giorno sì e l’altro pure vi e ci pontificate addosso con quell’aria da Nerd ageè, cari NO-DRUGS.

Articolo pubblicato sulla bacheca Facebook di Piero Sestili, Professore ordinario di farmacologia

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