
Declinare anche per il web una teoria dei diritti e dei doveri che già esiste per le pubblicazioni non digitali: lo ha chiesto il direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, a un webinar organizzato dalla Associazione Stampa Romana cui ho partecipato oggi.
In questi giorni sono stati arbitrariamente oscurati dai colossi della Silicon Valley (Google, Facebook, Twitter, ecc) alcuni account “eccellenti”: si parte da quello più eclatante, quello su Twitter di Trump, per passare all’app del Manifesto, rimossa dallo store di Google e non scaricabile per qualche giorno, fino ad arrivare all’account Twitter del quotidiano Libero. Cosa sta succedendo? Fermo restando che le news che transitano su Facebook costituiscono l’1% dei contenuti veicolati sulla piattaforma (che è e resta una rete relazionale), è comunque necessario richiedere con urgenza al legislatore una linea normativa che sottoponga a regole non soltanto chi esprime opinioni o diffonde notizie ma anche i soggetti privati che si permettono di scegliere quelle che “vanno bene” da quelle che “non vanno bene”. La via d’uscita, forse, è una Autorità Indipendente, sia a livello nazionale che globale.