
A SCUOLA I GETTONI PER RESPIRARE
“Mi chiamo Louis e ho 6 anni. Domenica scorsa, ho detto al papà e alla mamma: ‘Se la mascherina durerà per sempre…meglio esser morto!’. La mamma mi ha abbracciato forte e si è messa a piangere”.“
Mi chiamo Elio, ho 7 anni. Nella mia classe abbiamo diritto a 3 gettoni al giorno a bambino. I gettoni servono per quando abbiamo bisogno di abbassare un po’ la mascherina per respirare meglio. Tre non sono molti. La mattina, cerco di fare attenzione affinché me ne resti almeno uno per il pomeriggio. Sono fortunato perché mio fratello, in quinta elementare, non ha i gettoni di respirazione”!“
Mi chiamo Esthelle, ho 7 anni. Martedì la mia amica Léonie aveva un po’ di febbre. Sembra che la scuola non sia riuscita a rintracciare subito i suoi genitori al telefono. Allora la direttrice, che ha paura del Covid, l’ha lasciata in cortile al freddo tutto il pomeriggio. La vedevo dalla finestra ed ero molto preoccupata per lei, perché quando si è malati non si deve restare fuori al freddo. Sono triste perché non ritornerà più a scuola: il suo papà e la sua mamma non vogliono più. Hanno detto che Léonie ha avuto un’appendicite e che ha sofferto molto, tutta sola nel cortile. Quando l’hanno portata in ospedale, l’hanno operata d’urgenza, perché era molto grave”.
“Mi chiamo Laura, ho 13 anni. L’altro giorno ho domandato alla prof perché dovevamo portare delle mascherine visto che ci sono pochi bambini malati. Mi ha risposto: “Non è per voi: è per proteggere i prof”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo paura di voi, potete anche sopportare tutto questo”. Non ho detto nulla, ma mi ha ferito. Perché ho sempre creduto che erano i grandi a dover proteggere i bambini, e non il contrario. Ho davvero l’impressione che tutto il mondo pensi alla rovescia, adesso”.
“Mi chiamo Dilo, ho 10 anni. A volte mi gira la testa e chiedo alla maestra se posso andare in bagno, per poter respirare un po’. Venerdì, perdevo sangue dal naso ma non ho detto nulla. Non voglio essere malato: devo proteggere i medici. C’è troppa gente in ospedale. Lo ha detto il Presidente. E anche i medici”.
“Mi chiamo Ali, ho 7 anni. Lunedì mi girava la testa, allora ho abbassato un po’ la mascherina per respirare meglio. I miei compagni mi hanno denunciato alla maestra. Eppure la mamma mi ha sempre detto che non si fa la spia”.
“Mi chiamo Fatou, ho 8 anni. Il mio amico Paul, che è nella mia classe, è autistico. Non può portare la mascherina e usa una visiera trasparente. Ma anche questa gli dà fastidio. L’assistente cerca sempre di rimettergliela su, lui piange spesso. Il Preside ha detto che la visiera non protegge come una mascherina”.
“Mi chiamo Sonia ho 17 anni, La settimana scorsa il mio fratellino ha fatto un disegno per il compleanno della nonna. Sul disegno eravamo tutti con le mascherine. E lui ha scritto: “Buon compleanno nonna, ti voglio bene. Per favore, non morire”. Lui che faceva dei disegni così belli, adesso è ossessionato dalla paura della morte. E a dire il vero ho paura anche io”.
“Mi chiamo Alycia, Lou, Hamid, Auguste, Théo, Ana…sono un bambino, un adolescente, non importa. Anche se do l’impressione di sopportare tutto, non vuol dire che io stia bene. Ho angoscia, paura, ho bisogno di essere rassicurato.
Mamme, papà, nonni, nonne, maestre, professori, poliziotti, gendarmi… non ne possiamo più di questo mondo alla rovescia dove siamo noi a dovervi proteggere”!