Comunicazione pandemica: i media mainstream

Nella fase pre-vaccini della pandemia i media hanno fatto quello che fanno da decenni, hanno “sbattuto il mostro in prima pagina” pubblicando dati assoluti, decontestualizzati, senza denominatore, non spiegati, contraddittori. Nella seconda fase della pandemia, quella post-vaccini, cioè quella attuale, il giornalismo si è trasformato in comunicazione (di una sola linea, quella del governo) e dunque in propaganda. Chiunque porti spunti di riflessione o critica non combacianti con la linea di governo viene subito incasellato nel ghetto dei famosi “no–vax”. Siamo scivolati dal giornalismo d’informazione al giornalismo di comunicazione, dominato dalla necessità di far da grancassa a qualcuno anziché informare tutti gli altri. Lungi dallo svolgere un qualsiasi ruolo di contropotere o d’inchiesta, costituiscono al contrario, in genere, dei relais generalmente molto docili, a volte anche compiacenti, della comunicazione governativa.

Estratto dal Convegno DAD, COVID, VACCINAZIONI E RIENTRO IN CLASSE, organizzato dalla Rete Nazionale Scuola in PresenzaComitato A Scuola Umbria. Grazie a Martina Leonardi.

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