La scuola è sicura, lo dice la scienza

E’ un risultato straordinario: la Scienza e il Diritto dicono che i ragazzi devono tornare a scuola (anche in zona rossa) e che le classi di ogni ordine e grado devono riaprire. Manca solo la Politica.

Il team di Pillole di Ottimismo annuncia con soddisfazione due eventi che hanno coinvolto parte dei suoi autori e le attività del gruppo scuola, nella giornata del 26 marzo.

Lo studio “A cross-sectional and prospective cohort study of the role of schools in the SARS-CoV-2 second wave in Italy” a firma di Sara Gandini, Maurizio Rainisio, Maria Luisa Iannuzzo, Federica Bellerba, Francesco Cecconi e Luca Scorrano, è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe.

Sulla base di dati epidemiologici, l’analisi ‘scagiona’ l’apertura delle scuole sostenendo che non c’è correlazione significativa tra diffusione dei contagi e lezioni in presenza di bambini e ragazzi. Gli autori hanno analizzato i dati del Miur incrociandoli con quelli di Ats e Protezione civile fino a coprire un campione pari al 97% delle scuole italiane: più di 7,3 milioni di studenti e 770 mila insegnanti. L’analisi parte dai mesi della seconda ondata (settembre-dicembre) ma i termini della discussione sono stati aggiornati considerando statisticamente anche la nuova variante inglese, confermando che il concetto non cambia.

Lo studio, insieme all’analisi di altri articoli scientifici nazionali e internazionali è stato alla base delle relazioni scientifiche scritte da Sara Gandini, Clementina Sasso e Luca Scorrano, che hanno supportato uno dei due ricorsi, accolti dal TAR del Lazio. Tali ricorsi impongono al Governo di riscrivere il DPCM nella parte riguardante la chiusura in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, sulla base delle evidenze scientifiche riportate nelle relazioni citate.

Queste le parole del TAR: “Considerato che i ricorrenti hanno prodotto, a sostegno del ricorso, svariati studi scientifici pubblicati da prestigiose riviste mediche, reports sui dati di contagio in ambito scolastico rilevati in Toscana ed in Sicilia, nonché relazioni scientifiche, (…) rilasciate da esperti in epidemiologia, in biomedica e in biostatistica, nelle quali si analizzano funditus i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità: tali relazioni pervengono alla conclusione che non esistono evidenze scientifiche solide e incontrovertibili circa il fatto

  • (i) che il contagio avvenuto in classe influisca sull’andamento generale del contagio
  • (ii) che l’aumento del contagio tra i soggetti in età scolastica sia legato all’apertura delle scuole
  • (iii) che la c.d. variante inglese si diffonda maggiormente nelle sole fasce d’età scolastiche
  • (iv) che le diverse varianti circolanti nel Paese siano resistenti ai vaccini in uso in Italia, e affermano che “le analisi qui condotte non dimostrano una situazione di aumentata pericolosità a livello di aumento di contagi, diffusione di focolai scolastici, trasmissione secondaria in ambito scolastico, aumentato rischio per individui in età scolare di trasmettere la cd variante inglese rispetto alla popolazione. Rappresentano invece un’invidiabile situazione a livello europeo di capacità di tracciamento dei casi e pertanto nella classificazione dello scenario italiano secondo OMS”.

Il gruppo scuola di Pillole di Ottimismo, con il sostegno di tutta la squadra, si è sempre mosso a fianco dell’istituzione scolastica fin dalle prime chiusure. Ha sempre cercato di ristabilire la corretta informazione scientifica, perseguendo il solo fine di avere dati chiari a sostegno di una apertura come di una chiusura conformi ad un parametro di adeguatezza e ragionevolezza, insistendo sul fatto che in assenza di prove evidenti dei vantaggi della chiusura delle scuole il principio di precauzione debba preservare le scuole aperte, con l’applicazione dei ragionevoli e giusti protocolli di prevenzione e tracciamento del contagio, per prevenire conseguenti danni irreversibili ai bambini e adolescenti, alle donne e alla società intera. Danni, anch’essi dimostrati da dati che da mesi, con articoli, dirette e interviste sui social, tutto il team guidato da Guido Silvestri, Paolo Spada e Sara Gandini, ha cercato di divulgare con perseveranza e ai quali anche il Tar Lazio si è richiamato.

Con orgoglio tutto il team multidisciplinare che da mesi lavora per una più corretta ed equilibrata informazione sulla pandemia accoglie questi risultati come vittorie della comunità tutta e come positivi passi nel contrasto alla disinformazione dilaniante che sta continuando ad alimentare il malessere psicofisico dell’intera popolazione e che incide su un ambito cruciale quale quello scolastico.

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