Dopo un anno, sono andata via, insieme con altre 15 persone, da Pillole di Ottimismo. Qui nel post condiviso, le ragioni della nostra uscita. Diciamo che in nome dell’eleganza e della correttezza, abbiamo sacrificato la chiarezza.

Quando non si condividono più obiettivi, linguaggio e modalità, continuare a camminare insieme diventa infruttuoso. Per questo, cari lettori di PdO, usciamo dal gruppo.
Un anno fa, abbiamo liberamente deciso di aderire a Pillole di Ottimismo perché ne condividevamo i principi ispiratori, che continueranno a sostenere le nostre azioni:
1) Il rigore scientifico e l’impegno a dare fondamento – attraverso la ricerca e i dati – ai nostri studi, con il solo obiettivo di offrire il sostegno della scienza senza cedere a sfiduciati quanto facili vaticini;
2) Una visione interdisciplinare in cui le scienze economiche, sociali e umane – non semplici ancelle a decorazione delle scienze dure – costituiscano strumenti efficaci per “navigare tra i due scogli”;
3) L’impegno a offrire alle persone, in un’epoca così tragica, il coraggio della scienza e il conforto della speranza, senza arrenderci a comode e rassegnate letture.
Insieme abbiamo combattuto e vinto alcune significative battaglie di civiltà: la fine del doppio tampone negativo e gli studi che hanno consentito la (sia pur parziale) riapertura delle scuole, presidi sociali oltre che luoghi di istruzione.
In particolare sul fronte scuola, l’evidenza scientifica attuale non supporta le ipotesi che Covid-19 e le sue varianti vadano a colpire in maniera più grave i bambini o che a scuola, oggi, avvengano più contagi rispetto all’autunno, dati i protocolli di prevenzione. Dunque non può supportarne le conseguenti decisioni. Ciò che a noi interessa è analizzare con rigore scientifico ciò che i numeri (ad esempio quelli che riguardano le terapie intensive e le statistiche sui decessi) ci dicono, consapevoli che il concetto di “salute del cittadino” debba essere riferito ad un orizzonte più vasto del mero riferimento al rischio di contagio da Sars-Cov2, specialmente osservando i devastanti effetti indiretti della pandemia su generazioni di bambini, adolescenti, giovani.
Considerato che – come dicevamo un tempo – il rischio zero non esiste, persiste la necessità di una valutazione non monotematica bensì complessiva dei fenomeni, che trovi giuridica rispondenza nel principio del ragionevole bilanciamento tra tutti i diritti e beni interessati, a cominciare da quelli fondamentali.
Con simili presupposti, proseguiremo nella ricerca e nella divulgazione dei dati esistenti nella letteratura scientifica che riguardano la pandemia, oltre che nelle battaglie che ci stanno particolarmente a cuore, come quella per tenere le scuole aperte, forti di una evidenza scientifica che attualmente non ne giustifica la chiusura.
Concentreremo, inoltre, i nostri sforzi sullo studio dei progressi delle terapie e delle vaccinazioni (che debbono essere applicate con equilibrio e strategicamente, dando la priorità a chi è più a rischio). Vogliamo riconsiderare l’interazione ospite/patogeno nella sua interezza, consapevoli che sulla base di queste evidenze si potrà consentire al Paese – attraverso analisi affrancate da un’etica paternalista – di ritornare ad una vita normale in tempi rapidi, senza vincolare sine die la popolazione alle poche ricette proposte finora: lockdown, distanziamento e vaccini (dei quali ad oggi non viene peraltro garantita un’equa distribuzione).
Ci trasferiamo tutti “a casa” di Sara Gandini (https://www.facebook.com/SaraGandini68.) ma siamo già diffusi e trasversali in tante altre realtà scientifiche, giuridiche, mediatiche e di piazza, luoghi aperti in cui la critica costruttiva è la benvenuta e l’impegno per la ricostruzione è unico motore propulsore.
Ugo Bardi, Francesca Capelli, Francesco Cecconi, Elena Dragagna, Sara Gandini, Maria Luisa Iannuzzo, Giulio Liguori, Gilda Ripamonti, Chiara Rubes, Maria Sabina Sabatino, Giovanni Taddei Elmi. Ilaria Baglivo, Angelo Di Liberto, Marilena Falcone e Olga Milanese, già usciti da Pdo, aderiscono a questa lettera.
*European Society for Closurism Opposition 😝