Speranza e quel “Giuramento di fedeltà”…

Questo pseudomanifesto di pseudointellettuali a favore del ministro della salute voleva essere un colpaccio mediatico, presumo. Invece si rivela una spia d’insicurezza e un Manifesto di Incompetenza Nazionale che gli stessi firmatari dovrebbero pubblicizzare il meno possibile, per diversi motivi:

1. al netto delle enormi difficoltà che ha incontrato nel suo cammino di ministro Roberto Speranza, è evidente a tutti che la sua gestione della pandemia abbia avuto poco a che fare con la scienza. In assoluto, è il peggior ministro che l’Italia repubblicana abbia mai avuto. I provvedimenti assunti da Speranza “per contenere la pandemia”, a cominciare dalla chiusura delle scuole per 13 mesi, hanno poggiato su decisioni politiche e NON su dati scientifici, che da mesi dicono che le scuole sono uno dei luoghi di comunità meno pericolosi sotto pandemia, anche attraverso i protocolli di tracciamento. Viceversa, “grazie” alle decisioni non scientifiche di Speranza, le scuole sono state inutilmente chiuse per quasi due anni scolastici.

Il coprifuoco, oltre ad essere una grave violazione delle libertà personali, non ha nulla a che vedere con la diffusione del virus;

il lockdown deciso sulla base dell’Rt non ha valore scientifico, perché l’Rt misura contagi avvenuti almeno 11 giorni prima della decisione di chiusura. Equivale a chiudere la stalla quando i buoi sono già fuggiti;

il divieto di spostamento tra regioni, è una decisione di soi-disant politica sanitaria che non poggia su motivazioni scientifiche; stessa cosa per il divieto di attività sportiva imposto nei primi mesi (orrore), o di ristorazione all’aperto; si legge testualmente che Speranza “si è battuto per imporre una linea rigorosa che ha impedito decine di migliaia di morti”: si sarà anche battuto ma non ha vinto, perché l’Italia è al vertice della tragica classifica mondiale per decessi da Covid;

si legge anche che “si è battuto per un piano vaccinale efficace e capillare”: talmente efficace che dopo quattro mesi l’Italia ha vaccinato il 7,2% della popolazione (non peggio di Francia e Germania, va detto) e talmente capillare che solo il 3% degli italiani della fascia più a rischio (tra i 70 e i 79 anni e oltre) ha ricevuto due dosi di un vaccino Covid-19, il livello più basso dell’UE a parte la Bulgaria. Felice eccezione la Regione Lazio (report WSJ);

parliamo anche del protocollo nazionale di cosiddetta “terapia domiciliare” imposto dal Ministero e basato sulla semplice somministrazione di tachipirina & vigile attesa. Siamo arrivati al paradosso che centinaia di migliaia di medici italiani in questi mesi hanno curato le persone “di nascosto”;

per non parlare dell’antiscientifico obbligo di mascherina all’aperto (che nei Paesi civili non c’è) o ai bambini piccoli, di cui la società civile non ha ancora avuto tempo di occuparsi perché doveva già difendersi dalle suddette violazioni

2. Se nel bel mezzo di una crisi epocale alcuni pseudointellettuali pensano di scendere in campo ed esporsi pubblicamente NON per difendere diritti giuridici inalienabili o evidenze scientifiche, MA per difendere una sola persona, di levatura politica modesta, il cui operato è, oggettivamente, quantomeno discutibile, vuol dire che, novant’anni dopo il Giuramento di fedeltà al Fascismo (richiesto nel 1931 a tutti i docenti delle università italiane – su 1225, solo 12 si dissociarono, e persero la cattedra), la società italiana non ha imparato nulla.

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