Bufale di Stato

Oggi ho scritto sul blog di Nicola Porro, insieme con Emilio Mordini, questo pezzo sulla bufala del cosiddetto “senso civico” propagata da colui che sciorina compunto la frase di Martin Luther King “la tua libertà finisce dove comincia la mia”.

Questa frase apparentemente innocente nasconde una trappola. Si basa su una concezione erronea di libertà. La libertà deve essere un bene incrementale. Questo significa che la maggiore libertà dell’uno non si traduce nella minore libertà dell’altro. Una società in cui il mio prossimo sia più libero è un luogo dove anch’io sono più libero: libertà chiama libertà. La libertà non è libertà dagli altri ma libertà con gli altri: la libertà è partecipativa perché per sua natura si dirige verso il prossimo e lo coinvolge. Io sono libero soltanto se lo sono tutti: in una società di servi, anche il padrone diventa, senza accorgersene, servo.

Nel caso delle vaccinazioni anti-COVID, chi non si vaccina non attenta alla salute di chi si vaccina, dunque non ne limita la libertà, proprio perché il vaccinato è per definizione protetto dalla malattia : così non fosse, il vaccino sarebbe un inganno. Cosa autorizza, allora, giuristi e opinionisti da Upim a sermoneggiare su un “senso civico” scientificamente e giuridicamente fallace? La patente del vaccinato, una sorta di medaglia al valore militare e civile a costo zero (giusto un inoculo e un po’ di paura), è certamente uno dei maggiori incentivi. Guai a mettere in discussione l’ambito riconoscimento che nessun cittadino vorrà mai vedersi sottratto: patente di immunità anticorpale ma anche morale, conquistata senza alcuno sforzo.

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