
Ho passato un anno e mezzo a documentarmi forsennatamente sul virus Sars Cov-2 e sulla patologia Covid-19. Letalità o mortalità, contagi o decessi, droplets, areazione, tamponi e cicli di ripetizione, protocolli di terapie domiciliari, amoxicillina anziché azitromicina, cortisone ed eparina, screening o tracciamento, virus eradicabile o no, vaccinazione di massa o vaccinazione mirata, Green Pass.
(Ingenua).
Penso di aver imparato qualcosina in più di tutti i dentisti, anestesisti, ginecologi e otorini che dalle loro terrazze parioline o sanbabiline si sono ben guardati dall’andare a curare i poveracci a casa, pur intimandoci: “Vaccinatevi! Vaccinate i vostri figli! Se non vi vaccinate state a casa come sorci! Se non vi vaccinate fate schifo, non avete senso civico!”
Sto per andare in villeggiatura e alla fine penso soltanto che questa è una grande supercazzola e noi ci stiamo ridicolmente scannando sullo scappellamento, se deve essere a destra o a sinistra.
È in atto una rivoluzione (cui farà seguito una guerra), un cambiamento epocale della società, non ce ne rendiamo neanche conto e pensiamo che “dai, teniamo duro, #andratuttobene, vacciniamoci e sarà finita”.
Io, essendo di natura ottimista, penso che forse qualcosa succederà… l’imprevisto è il sale della vita. Ma in questa grande commedia dell’arte che si sta rappresentando sotto i nostri occhi, è importante essere consapevoli, come dice il mio amico Emilio Mordini, che oggi siamo dentro una crisi che ha le sue radici nella rivoluzione digitale, nella finanziarizzazione dell’economia e nella nascita di Stati-Continente. Sono processi inarrestabili. Forse succederà qualcosa… ma che il Mondo di Ieri (cit. Stefan Zweig) sia finito, è inevitabile.