Lo scientismo decapita la filosofia

Foto di Maddalena Loy

A tutti gli amici che non sono medici e/o scienziati: quante volte avete osato interrogarvi e porre domande sulle misure “contenitive” adottate in pandemia (lockdown, green pass, ecc) e vi è stato risposto: “Ma cosa ne vuoi sapere tu che non sei medico” oppure, ancora peggio, “sei laureato in Medicina su Facebook”?

Un grande teologo ha formulato, in tempi non sospetti, una interessante osservazione a proposito del rapporto della Scienza con le altre discipline, a partire dalla filosofia.«Il metodo scientifico […] ha dei limiti insiti che necessariamente restringono la prevedibilità scientifica a contesti e approcci specifici. La scienza, pertanto, non può pretendere di fornire una rappresentazione completa, deterministica, del nostro futuro e dello sviluppo di ogni fenomeno da essa studiato» […].

La capacità predittiva di alcuni fenomeni viene a volte esaltata dagli scienziati (citofonare Merler!), al punto di ritenere superflue tutte quelle discipline che non sono riducibili alla mera quantificazione e che, come nel caso della filosofia, precedono la scienza fornendole un preliminare sguardo d’insieme sul mondo: «La scienza ha emarginato la ragione che cercava la verità ultima delle cose per fare spazio a una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi di natura».

Lo stesso tipo di critica è stato avanzato da diversi filosofi dell’era contemporanea che non hanno condannato la scienza in sé, ma la tendenza ad annullare la ricerca dei suoi fondamenti all’interno di un’impostazione generale della conoscenza. Tra questi autori si ricorda Edmund Husserl, che in una sua opera ha affermato che «il Positivismo decapita, per così dire, la filosofia».

Dunque, quando soi-disant scienziati come Bv®️🙋‍♀️ni e B@⚡️⚡️etti imperversano su tutti i social con protervia antiscientifica, aggressiva e impositiva, concretizzano esattamente quel danno e lo peggiorano – se possibile – con una maleducazione d’animo che porterà le persone a discostarsi sempre di più dalla scienza.

Il teologo di cui parlavo è Joseph Ratzinger, e io mi leggo le sue riflessioni guardando la buriana che si avvicina.

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