
Un anno fa la scuola apriva senza certezze, senza vaccini e senza obblighi vaccinali. Oggi riapriamo con 12 mesi in più di conoscenza del virus e con insegnanti (e anche – purtroppo – molti studenti minori) vaccinati. Eppure i protocolli sono sempre gli stessi: punitivi, confusi, diversi tra regioni. Ecco un’altra prova che l’obiettivo, in questa sciatta, confusa e colpevole gestione sanitaria, è tutto tranne il bene dei cittadini e dei giovani.
Grazie a Martina Pastorelli e a La Chiesa Che C’è per quest’occasione di confronto.