
La gestione del Covid 19 non è stata uguale in tutti i Paesi del mondo. L’Italia è stato e continua ad essere il Paese industrializzato in cui la paura ha determinato, condizionato e guidato le decisioni dei tre attori più influenti nella gestione del virus: Istituzioni, Scienza ufficiale e Media mainstream, che continuano a distinguersi per un generale rimpallo di responsabilità.
La comunicazione delle ISTITUZIONI è stata e continua ad essere cacofonica: si sono palleggiate la presa in carico delle responsabilità, parlando sempre attraverso voci diverse: Governo, Comitato Tecnico Scientifico, Ministro della Salute e altri ministeri (Istruzione, Interni), rappresentante Oms, Iss, Protezione civile, Conferenza delle Regioni, Regioni.
Risultato: scaricabarile psicopatogeno incentrato sul labirinto della colpevolizzazione del cittadino attraverso l’arma sanitaria, e comunicazione fallimentare, perché emotiva e non governata dall’evidenza scientifica.
Ancora oggi, a 19 mesi dall’inizio della pandemia, i tre maggiori rappresentanti istituzionali parlano alla pancia dei cittadini. Nessuna evidenza scientifica negli appelli di Mattarella, di Draghi e del Papa.
Estratto dal Convegno DAD, COVID, VACCINAZIONI E RIENTRO IN CLASSE, organizzato dalla Rete Nazionale Scuola in Presenza – Comitato A Scuola Umbria. Grazie a Martina Leonardi.