

Oggi alle ore 10, insieme con un gruppo di cittadini* e studenti, siamo andati in Corte di Cassazione a verbalizzare la nostra volontà di raccogliere le firme per il REFERENDUM ABROGATIVO (in quattro quesiti) del decreto sul lasciapassare verde – “green pass” perché fa più chic – che ieri è passato anche al Senato.
Abbiamo poco tempo per raccogliere 500.000 firme, è una battaglia contro il tempo, ma l’aria che tira e l’arrivo della terza dose – che se fosse davvero una misura sanitaria dovrebbe invalidare il green pass di chi ha fatto “soltanto” due dosi (quindi di tutti) – renderanno il percorso quasi obbligato: la volontà di lavorare e accedere ai luoghi di comunità come si faceva un tempo offrirà più consapevolezza a tutti quei cittadini che hanno accettato la misura del GP pensando, erroneamente, di riacquistare libertà mentre la stavano perdendo.
Domani la proposta uscirà in Gazzetta Ufficiale, da sabato si potranno raccogliere le firme, sui banchetti ma anche comodamente online.
Ai miei amici che non sono ancora convinti, tengo a dire che questa richiesta di referendum per abrogare il GP non interferisce con la vaccinazione, ma con la nostra libertà di circolazione. Purtroppo siamo arrivati al punto che qualcuno storce il sopracciglio se si nomina la parola libertà. Forse l’idea di doversi vaccinare non una, non due, ma tre, quattro, mille volte per ottenere un lasciapassare che consenta di andare a lavorare, ad assistere un parente in ospedale, all’università, vi farà (spero) cambiare idea. Anche perché se non vi adeguerete ai ritmi delle campagne vaccinali (in Israele si parla gia della quarta dose, la quarta in soli nove mesi) diventerete dei “no-vax” anche voi. Davvero vogliamo arrivare a questo punto?
* tra cui l’amica avvocato Olga Milanese, il Presidente Paolo Sceusa e il professor Luca Marini
#nogreenpass#referendumnogreenpass#ilpopologarantedellacostituzione
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*Foto di Maddalena Loy