
Chi non ha protestato contro il green pass in questo infuocato mese di ottobre, chi non ha scritto nulla sui social, chi lo esibisce senza problemi, è davvero d’accordo con l’istituzione del lasciapassare verde, soprattutto per andare a lavorare?
La maggior parte delle persone che conosco è profondamente convinta che il 31 dicembre 2021, con lo scadere dello Stato di emergenza, scadrà anche il green pass. Ne siamo proprio sicuri? Già ieri, Ricciardi – che parla poco, ma quando parla non lo fa a caso – ha buttato là che “il green pass servirà fino alla primavera del 2022”. Siccome lo hanno ufficialmente istituito per ragioni sanitarie, è curioso che già “prevedano” di tenerlo fino alla primavera.
La domanda che rivolgo a coloro che non sono sfegatati sostenitori del green pass (cogliendone tutte le contraddizioni), ma non sono neanche ferocemente contro, è:
Se lo Stato decidesse di utilizzare il meccanismo del green pass anche per altre emergenze – un esempio a caso: l’emergenza energetica – siete comunque convinti che sarebbe un meccanismo corretto? Siete disposti a contingentare la vostra libertà di lavoro e di movimento sulla base di emergenze via via stabilite dalle Istituzioni (oggi la pandemia, domani chissà)?
Siete d’accordo che anziché il “diritto” di lavorare dobbiamo assicurarci il “permesso” di lavorare (o di circolare) attraverso un lasciapassare? Siete certamente consapevoli che non si può paragonare il green pass alla patente: guidare non è un diritto fondamentale, lavorare sì, oltre che una necessità per la maggioranza dei cittadini.
L’occasione per togliersi il dubbio è firmare, anche perché esaurita raccolta firme non sarà più possibile indire referendum – strumento principe di democrazia diretta – fino al 2025. Perché così tardi? Semplice: i decreti del Governo che hanno imposto il Green Pass sono stati emanati in pieno agosto, a ridosso – ma potrebbe essere solo una coincidenza – della scadenza del termine previsto per il deposito delle richieste di referendum (che per legge devono essere presentate entro il 30 settembre di ogni anno solare).
Ma l’imminente fine della legislatura impedisce ai cittadini di presentare altre richieste di referendum fino a 6 mesi dopo l’insediamento delle nuove Camere, e quindi non prima del 2024 (con voto nel 2025).
Se qualcuno vuole firmare in presenza, può ancora farlo oggi e domani in queste città, poi sarà possibile farlo soltanto online sul sito www.referendumnogreenpass.it.
MILANO
Sabato 23 ottobre, via Dante (in angolo con via Giulini), dalle 10:30 fino alle 14:00, con un “banchetto volante”
Domenica 24 ottobre, via Dante (in angolo con vi Giulini) dalle 10:30 alle 19:30
ROMA
Sabato 23 ottobre, Piazza Vittorio Emanuele, dalle 16:00 alle 19:00
TORINO
Sabato 23 ottobre, Piazza Peleocapa, 2 c/o International University College-IUC, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00- 18:00.
Domenica 24 ottobre, Piazza Peleocapa 2 c/o International University College-IUC, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00- 18:00.
SALERNO
Sabato 23 ottobre dalle 17:00 in poi presso Piazza Portanova
LECCE
Tutti i SABATI, Piazza Sant’Oronzo, dalle 18:00
PAVIA
23 e 24 ottobre, Piazza della Vittoria
RHO
Lunedì 25 ottobre, al Mercato Storico di Rho, in Piazza Visconti, dalle 8:00 alle 14:00
POMEZIA
23 ottobre, Piazza Indipendenza, adiacente ufficio postale, dalle ore 10:00 alle ore 20:00
TORVAJANICA
24 ottobre, Piazza Ungheria, dalle ore 10:00 alle ore 20:00
Allez, vite!