Ioannidis: con vaccinazione mirata avremmo avuto meno morti Misure aggressive? Un autogol

Ecco la seconda clip della mia intervista all’epidemiologo statunitense John Ioannidis (top epidemiologo greco-americano, scrittore e professore della Stanford University, che ha contribuito alla medicina basata sull’evidenza e inventore delle “metanalisi”). Il tema di questo blocco era la vaccinazione di massa vs quella mirata (diretta soltanto ai soggetti a rischio). In sintesi, secondo Ioannidis, questa pressione rischia di essere un autogol. Se fossimo riusciti a vaccinare più anziani avremmo scongiurato ancora più decessi, rispetto a una strategia in cui si cerca solo di vaccinare tutti indiscriminatamente. Il beneficio della pressione alla vaccinazione dei gruppi a basso rischio (bambini, giovani) è davvero minimo, specialmente quando si adottano misure aggressive. Aumenta invece la percentuale di chi accetta di essere vaccinato ma a malincuore, senza che ci creda veramente, e questo corrode la fiducia nella sanità pubblica.

*John Ioannidis, h-Index 219, è professore di epidemiologia alla Stanford University e uno degli scienziati più influenti e citati del mondo scientifico.

Domanda: Dopo 20 mesi, due varianti e 5 milioni di morti, pensa che una vaccinazione mirata avrebbe potuto essere una soluzione più efficace rispetto alla vaccinazione di massa?

Risposta: Le evidenze scientifiche attuali ci dicono che i vaccini sembrano avere un rapporto rischio/beneficio favorevole anche nelle fasce di età più giovane, ma ovviamente l’entità assoluta del beneficio nelle giovani età è molto ridotta, perché il rischio di morire a causa della malattia o anche di avere gravi conseguenze è molto molto basso. Al contrario, nelle persone vulnerabili e negli anziani abbiamo molto da guadagnare in termini di numero di decessi evitati, numero di ricoveri, numero di Terapie Intensive. Dunque per questo motivo, probabilmente se fossimo riusciti a migliorare la diffusione della vaccinazione nel segmento di popolazione che ha un rischio più elevato, avremmo scongiurato ancora più decessi , rispetto a una strategia in cui si cerca solo di vaccinare tutti indiscriminatamente. Non intendo dire alle persone “non vaccinatevi”, ovviamente, ma il beneficio incrementale che otteniamo da questa pressione per la vac,cinazione specialmente nei gruppi a basso rischio, è davvero minimo, specialmente quando si adottano misure molto aggressive, che utilizzano l’obbligo, che creano molta animosità, che mettono a disagio tante persone, e molti di loro iniziano a perdere la fiducia nella sanità pubblica, si sentono oppressi, o sentono che la loro libertà è soppressa, in un modo o nell’altro, alcuni di loro perdono persino il lavoro, o finiscono per trovarsi in circostanze davvero anomale. Quindi penso che questo approccio, in un certo senso, sia un autogol, perché alza di poco la soglia di chi accetta di vaccinarsi, ma a malincuore, senza che ci credano veramente, e corrode la loro fiducia nella sanità pubblica, che è qualcosa che dovremmo invece tener salda nel lungo termine. Sono due anni che le persone stanno soffrendo, hanno attraversato molte avversità, ci sono stati molti morti, molti disagi sociali, molti di loro hanno perso il lavoro, i loro figli non hanno frequentato la scuola per un lungo periodo di tempo, le loro famiglie sono stati sconvolte, il loro futuro è compromesso: quindi: take it easy, dobbiamo trovare il modo di mantenere la coesione sociale e assicurarci di non emarginare nessuno cercando di “fare del bene”.

ENGLISH VERSION

Domanda: After 20 months, two variants and 5 millions deaths, do you think a targeted vaccination was a more effective solution instead of mass vaccination?

Risposta: Based on what we know, vaccines seem to have a favourable benefit to risk ratio even in younger ages, but of course the absolute magnitude of the benefit in young ages is very tiny, because the risk of dying from the disease or even having serious consequences is very very low. Conversely, in vulnerable people and in elderly people we have a lot to gain in term of number of fatalities averted, number of hospitalizations, number od TI admissions. In this regard, probably if we had managed to improve the uptake of vaccination in the segment of population that has a higher risk, we would have achieved even more deaths being averted compared to a strategy where we just try to vaccinate everyone. I’m not gonna tell people not to vaccinate themselves, of course, but the incremental benefit from trying to push for vaccination especially in low risk groups is last, especially when we go into measures that are very aggressive, that use mandates, that create a lot of animosity, that make many people uneasy and many of them start losing their faith in public health, they feel oppressed, or feel their freedom is suppressed, in one way or in another, some of them even lose their jobs, or they find themselves in very peculiar circumstances. So I think that this approach, in a way, is shooting itself in the foot because it achieves a little bit more percentage of people agreeing to be vaccinated but grudgingly not really believing in it and it arrods their trust in public health, which is something that we need to maintain in the longterm.

People have suffered for two years now, they have gone through a lot of adversity, a lot of deaths, a lot of social disruptions, many of threm lost their works, their children were out of school for a long period of time, their family were disrupted, their future is broken: So: we need to take it easy, and find ways to keep social cohesiveness and make sure that we don’t marginalize anyone by trying to do good.

INTERVISTA REALIZZATA IL 6 NOVEMBRE 2021 AL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA DI BOLOGNA 

INTERVISTA, TRADUZIONE E MONTAGGIO DI MADDALENA LOY 

RIPRESE DI DANILO MAGLIANO – PharmaStar

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