
Ieri (in rappresentanza dei genitori della Rete Nazionale Scuola in Presenza, insieme ai quali stiamo cercando di far tornare i nostri figli a scuola senza inutili ricatti sanitari), ho partecipato a un confronto televisivo a Cartabianca sui temi che sto seguendo da inizio pandemia. C’è stata la solita rissa televisiva che fa salire gli ascolti, per cui vorrei dire quattro cose:
Se un professionista va in televisione per informare su un tema cruciale per la popolazione, fornisce dati imprecisi e qualcun altro (io) lo fa notare, non può sbottare, zittire e insultare pesantemente. Questa violenza continua deve finire.
Il recinto in cui si vogliono richiudere le voci critiche non fa bene a nessuno: alle istituzioni, alla scienza e neanche all’informazione, perché si trasmette un’immagine folcloristica e minoritaria del dissenso, che non corrisponde alla realtà.
Qualcuno in questo Paese vuol far passare l’assurdo “principio” che chi ha scelto per motivi suoi (etici, sanitari, religiosi o politici) di non vaccinarsi non ha quasi diritto di parola: per questo motivo, pur tristemente consapevole che ogni giorno si perpetrano gravi violazioni della privacy, penso sia importante parlarne senza vergogna né senso di colpa. Sono scelte legittime e personali, non devono essere rappresentate come segreti da confessionale.
L’educazione che ho avuto la fortuna di ricevere mi avrebbe imposto di non interrompere l’interlocutore mentre parlava. Tuttavia, ci sono alcuni contesti (dove l’unico interesse è soltanto prevaricare e mettere a tacere) in cui purtroppo la parola bisogna prendersela. Io avevo a cuore alcuni argomenti più che legittimi da esprimere e spero che, nonostante la discussione accesa, siano emersi.
Detto questo, è ormai evidente che sulle vaccinazioni antiCovid la discussione sanitaria è stata politicizzata: pochi sanno che la storica direttrice dell’Ufficio Vaccini della Food and Drug Administration statunitense (FDA), Marion Gruber, si è dimessa a fine agosto 2021 proprio per le pressioni subite dall’amministrazione Biden in merito all’approvazione delle terze dosi e delle vaccinazioni pediatriche.
Non c’è dubbio che in Italia si sia perpetrata una discriminazione unica al mondo nei confronti dei minori over12 che, pur contagiandosi ed essendo meno contagiosi degli adulti, attualmente sono obbligati a effettuare un tampone ogni volta che vogliono fare sport, salire su un mezzo pubblico, andare a un museo, socializzare con gli amici in un locale pubblico.
Istruzione, Cultura, Mobilità e socializzazione dei minori sono sotto attacco.
E ad essere sotto attacco, per finire, c’è anche l’informazione libera, come dimostra questo respingimento da parte del professor Massimo Galli nei confronti di qualsiasi notizia ufficiale non conforme al pensiero della “comunità scientifica televisiva”
e come dimostra infine questo battibecco avvenuto con Andrea Scanzi nel corso della stessa puntata di Cartabianca, oggetto di una clip satirica di Striscia la Notizia.