
Terza clip dell’intervista con il Prof. John Ioannidis, epidemiologo a Stanford. Sin dall’inizio dell’epidemia, alla popolazione è stato sempre comunicato il numero dei casi, più ancora del numero dei deceduti (che dovrebbe essere il parametro più importante per poter definire una “pandemia” come tale). Ciò ha contribuito a diffondere paura e terrore.
Ioannidis dice chiaramente che contare i casi non ha senso. Ha senso per un epidemiologo, che ci studia su per misurare la potenza dell’ondata epidemica, ma non ha senso per i cittadini, che possono essere terrorizzati e diventare “matti” a causa di questo martellamento mediatico. E’ un po’ quello che sta succedendo adesso nel nostro Paese: l’86% della popolazione è vaccinata con doppia dose, le categorie sensibili (insegnanti e medici) sono tutte vaccinate, i decessi fortunatamente sempre “pochi” rispetto all’inizio dell’epidemia… eppure già si parla di lockdown natalizio e ulteriori restrizioni. Non è forse un cortocircuito mediatico, questo? Il messaggio dello Stato è: o lockdown, o vaccino, altrimenti non se ne esce. Se ai cittadini la situazione fosse rappresentata come la rappresenta Ioannidis, forse sarebbero più sereni.
Puntate precedenti:
– IOANNIDIS: CON UNA VACCINAZIONE MIRATA, ANZICHE’ DI MASSA, AVREMMO EVITATO PIU’ MORTI. MISURE AGGRESSIVE SONO UN AUTOGOL
https://wordpress.com/post/maddalenaloy.com/534
– IOANNIDIS: SU VACCINAZIONE AI BAMBINI LIBERTA’ DI SCELTA
https://wordpress.com/post/maddalenaloy.com/527
* John Ioannidis, h-Index 219, è professore di epidemiologia alla Stanford University e uno degli scienziati più influenti e citati della comunità scientifica internazionale.
INTERVISTA REALIZZATA IL 6 NOVEMBRE 2021 AL FESTIVAL DELLA SCIENZA MEDICA DI BOLOGNA
INTERVISTA, TRADUZIONE E MONTAGGIO DI MADDALENA LOY
RIPRESE DI DANILO MAGLIANO – PharmaStar