Il tabù dell’immunità di gregge

Il lockdown “a causa delle varianti”, insieme con tutte le altre decisioni di questo ultimo anno (la chiusura della scuola o il passaporto vaccinale) sono scelte POLITICHE. È chiaro a tutti?

Questo studio di Science (https://www.science.org/doi/10.1126/science.abe6522) spiega con chiarezza che più il virus circolerà velocemente (R0=6) e più in fretta ce lo toglieremo di torno. Ma se continuiamo a limitarne la diffusione “soffocandolo”, ci metteremo almeno 10 o 20 anni, per uscire da questa situazione. Bisogna ovviamente usare tutte le difese in nostro possesso, dalle cure diffuse ai vaccini, per proteggere le categorie a rischio, come ad esempio anziani e persone con più malattie. Ma al contempo – dice lo studio – bisognerebbe che il virus si potesse diffondere (tra le categorie non a rischio, ovviamente) per ridurne l’aggressività. Questo processo – che è naturale per qualunque virus ed è ciò che sta accadendo con le cosiddette varianti – oltre ad abbassarne la virulenza ne ridurrebbe anche l’età di diffusione.

Ma bisogna ricordare che contagio non equivale a malattia. Chi è positivo ma non ha sintomi clinici NON È MALATO. È positivo, non malato. Chi sostiene il contrario viene bocciato al primo esame di Medicina.

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